Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

La Sede

 

La Sede

L’Ambasciata d’Italia a Kabul, progetto dell’architetto Andrea Bruno, è costituita da due corpi distinti, la Residenza e la Cancelleria diplomatica, entrambe inaugurate nel 1974. Il complesso, edificato su Great Massoud Road, rappresenta il primo esempio in Afghanistan di una tipologia strutturale (elementi orizzontali e verticali in calcestruzzo armato) che adotta moderni criteri antisismici (ingegneri Corona e Perazzone). Entrambi gli organismi, disposti secondo un attento disegno, sono concepiti con forme semplici, stilizzate e geometriche, in armonia col verde del giardino.

L’edificio della Residenza, sviluppato su due livelli, è caratterizzato da un sistema articolato di forme elementari con parti vuote ed altre sporgenti che rimandano al linguaggio del post movimento moderno. I pavimenti sono in marmo locale mentre le superfici verticali sono costruite in cemento a vista. Il tutto sembra richiamare una fase matura della corrente del brutalismo, evidenziando, inoltre, l’importante esperienza professionale del Bruno in terra afghana[1]. Più semplificato e razionalista il disegno dell’edificio della Cancelleria diplomatica, anch’esso sviluppato su due livelli, e che presenta una funzionale disposizione degli uffici.

La Sede dell’Ambasciata rimase in funzione fino al gennaio 1993 allorquando, a seguito dei gravi danni subiti a causa della guerra civile in corso in quegli anni, si decise di evacuarla. L’Ambasciata riaprì nel novembre del 2001. Si resero necessari cospicui interventi di risanamento che iniziarono nel 2004 e si conclusero nel 2007. Nel 2017, anche a seguito dell’aggravarsi delle condizioni di sicurezza nel Paese, sono stati effettuati importanti lavori di rafforzamento delle difese perimetrali ed interne dell’Ambasciata, su progetto dell’architetto Paolo Traversi. Durante i lavori sono stati inglobati nel compound alcuni edifici dove si è trasferita l’Addettanza militare e dove risiede il personale. Sono stati altresì rinnovati e ampliati i locali della sezione consolare.

Nel complesso dell’Ambasciata ha sede l’unica chiesa cattolica del Paese. Tra gli elementi caratterizzanti il compound anche un aeroplano “Ro.37 bis” degli Anni Trenta, oggetto di un recente restauro, venduto dall’Italia allo Stato afghano nel 1937 e trasportato nel giardino dell’Ambasciata nel 2006. 

________

[1] Di Andrea Bruno, si menzionano i seguenti progetti eseguiti in Afghanistan, precedenti la realizzazione della Ambasciata: 
1960-63 Inventario dei monumenti afghani e relativi progetti di restauro
1960-64 Salvaguardia della Valle di Bamiyan, restauro della statua del Buddha e realizzazione di un museo ipogeo
1960-65 Restauro del Mausoleo di Abdur Razaq, Ghaznì


Autore:

Angelika Zytko (storica dell’arte) e Stefano Salomoni (architetto)

85