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L'Aeroplano

 

L'Aeroplano

Vanto dell’Aeronautica militare italiana, il velivolo Ro.37 bis è stato sviluppato negli Anni Trenta dalle Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali (IMAM) quando il Ministero dell’Aeronautica ordinò un nuovo aereo leggero da ricognizione, in grado di raggiungere i 350 km/h, con un’autonomia di cinque ore, la capacità di operare da campi di emergenza ed equipaggiato con tre mitragliatrici.

L’aereo divenne famoso per le missioni di ricognizione e supporto durante la Guerra Civile Spagnola, e nel 1937 l’Afghanistan ne acquistò sedici modelli dall’Italia, che divennero parte dell’Aeronautica militare afghana e rimasero poi in servizio fino alla metà degli Anni Cinquanta.

Nel 2006, l’Addetto Militare dell’Ambasciata italiana ritrovò casualmente i resti di alcuni esemplari dell’IMAM Ro.37 bis in un deposito militare nei dintorni di Kabul. Il veicolo era alquanto malandato: ne rimanevano soltanto i telai in metallo, con piccole tracce del tessuto originale; le ali erano gravemente danneggiate o addirittura mancanti; parti delle strutture portanti erano assenti. Tuttavia, il motore, i carrelli e alcune bombole di ossigeno di rifornimento si trovavano ancora nelle fusoliere, insieme ai numeri di serie di identificazione dei velivoli.

Con il beneplacito delle Autorità afghane, una delle carcasse è stata quindi portata nel giardino dell’Ambasciata italiana a Kabul, per essere adagiata in cima ad una collinetta composta dai detriti derivanti dai lavori di ristrutturazione della Sede. Le prime opere di restauro dell’aereo hanno visto l’applicazione di ali e pannelli in legno.

Il trascorrere degli anni e a gli effetti del clima hanno imposto nel 2017 nuovi interventi di restauro per il Ro.37 bis. Grazie al fortunato ritrovamento delle bozze originali della struttura del velivolo, è stato possibile ricostruire in alluminio leggero le parti distrutte o mancanti. Un fabbro locale è riuscito a riprodurre le ali e la coda. Le parti originali, ancora chiaramente riconoscibili (motore, bombole di ossigeno, alloggiamenti per le mitragliatrici, carrelli…) e perfettamente conservate, aggiungono un tocco di realismo ad una leggenda, che sembra pronta per volare di nuovo nei cieli afghani.


Luogo:

Kabul

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