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Focus Nuovo Coronavirus COVID-19 (Aggiornato al 1mo luglio 2020)

Data:

01/07/2020


Focus Nuovo Coronavirus COVID-19 (Aggiornato al 1mo luglio 2020)

Provvedimenti adottati dalle Autorità italiane

L'Ambasciata d'Italia informa che il Governo italiano ha creato una struttura centrale unica per la prevenzione, il controllo e la risposta al contagio dal nuovo "coronavirus" e che le operazioni sono gestite in coordinamento con tutte le autorità locali.

L'Italia è stata tra i primi Paesi a stabilire misure di controllo rigorose e il numero dei pazienti infetti è aggiornato e controllato quotidianamente. I sintomi  possono essere lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache.

Le autorità italiane hanno istituito un numero telefonico di emergenza che tutti possono chiamare gratuitamente dall'Italia per consigli e indicazioni: 1500. Tutti i cittadini afghani in Italia che avessero bisogno di assistenza medica o accertamenti possono chiamare questo numero e farsi controllare presso i centri competenti negli ospedali pubblici.

I testi normativi e indicazioni di dettaglio sulle misure adottate, che comprendono la chiusura degli esercizi commerciali e la sospensione della mobilita' personale sono reperibili sul sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a questo link.

I sintomi del coronavirus sono simili a quelli della normale influenza, che in questo momento è presente in tutta Europa in molte forme diverse. Ciò produce una preoccupazione superiore all'effettivo rischio di contrarre il coronavirus e una segnalazione di casi sospetti più alta di quelli realmente legati al nuovo virus. Allo scopo di limitare le possibilita' di contagio, il Ministero della Salute ha diffuso un depliant informativo che puo' essere scaricato cliccando qui.

Il monitoraggio continua attentamente e si attende che, con l'aumento dei controlli e delle misure preventive, si possa raggiungere una diminuzione dei casi di contagio.

Informazioni aggiornate possono essere trovate sul sito del Ministero della Salute raggiungibile grazie al link a margine di questa pagina.

Maggiori informazioni sui provvedimenti adottati dalle Autorità italiane sono disponibili ai seguenti link:

a) Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, "Focus: Cittadini Italiani in rientro dall'estero e cittadini stranieri in Italia";

b) Presidenza del Consiglio dei Ministri, rubrica "Coronavirus, le misure adottate dal Governo"; 

c) Ministero dell'Interno, sezione "Speciale Coronavirus", ove è reperibile il modello di autocertificazione;

d) Ministero della Salute, sezione "Nuovo coronavirus",

e) Dipartimento della Protezione Civile, sezione "Emergenza coronavirus". 

 

Provvedimenti adottati dalle Autorità afghane

Nel ricordare che sono sconsigliati viaggi a qualsiasi titolo in Afghanistan, si informa che, al fine di prevenire la diffusione del COVID-19 (nuovo coronavirus), le autorità afghane hanno rafforzato il dispositivo di controllo sanitario alle frontiere terrestri con Cina ed Iran e presso gli aeroporti di Kabul, Herat e Kandahar. Il Ministero della Salute Pubblica afghano ha adottato un protocollo che prevede controlli all'ingresso di tutti i viaggiatori provenienti da paesi considerati a rischio, inclusa l’Italia.

La procedura attuata in arrivo negli aeroporti di Kabul, Herat e Kandahar ed alle frontiere terresti con Cina, Iran e Pakistan prevede che i viaggiatori debbano compilare un formulario o comunque dichiarare se nei 14 giorni precedenti l'ingresso hanno visitato uno dei paesi nei quali si sono avuti casi di Nuovo Coronavirus. In caso affermativo, essi sono sottoposti a controllo della temperatura e verifica della presenza di sintomi prima del controllo passaporti. Qualora siano presenti sintomi, i viaggiatori sono indirizzati per un periodo di isolamento, per l'effettuazione del test del tampone e l'eventuale trattamento, presso gli ospedali designati dal Ministero della Salute Pubblica (a Kabul, l'Ospedale afghano-giapponese, sito nel quartiere di Darulaman, considerato particolarmente vulnerabile dal punto di vista della sicurezza); in alternativa, possono optare per il rimpatrio (qualora la compagnia aerea li accetti a bordo). I viaggiatori asintomatici sono invece invitati ad osservare un periodo di auto-isolamento di 14 giorni presso la propria abitazione e ad avvertire il servizio sanitario nazionale mediante utilizzo del numero dedicato 166 nel caso compaiano sintomi durante tale periodo.

A partire dal 28 marzo 2020, la municipalità di Kabul è sottoposta a misure preventive per prevenire la diffusione del COVID-19. Tutti i residenti sono invitati a rimanere in casa e a giustificare eventuali movimenti per improrogabili motivi. Rimangono chiusi tutti gli uffici pubblici, ad eccezione del Ministero della Salute Pubblica e delle Istituzioni di sicurezza. Tra gli esercizi commerciali, solo quelli di carattere alimentare possono rimanere aperti. I servizi di trasporto pubblico sono fortemente limitati. Sono vietati gli assembramenti e chiusi tutti i luoghi di ritrovo pubblici (parchi, palestre etc.). Il 16 aprile, la municipalità di Kabul ha esteso la misura sino al 29 aprile.

 

Collegamenti aerei con l'estero e rientro in Italia

Si segnalano le seguenti misure adottate dalle compagnie aeree che collegano Kabul con gli scali di Istanbul e Dubai:

-  Emirates ha annunciato la riapertura della tratta Kabul-Dubai a partire dal 25 giugno 2020. Risulta operativo sulla stessa tratta il vettore Fly Dubai.

Turkish Airlines ha annunciato la ripresa dei voli tra Istanbul e Kabul a partire da fine giugno. Sono al momento programmati voli il 24 e il 27 giugno, con partenza alle 1.10 am da Istanbul e alle 9.10 am da Kabul. Non è ancora nota la programmazione dei voli dopo il 27 giugno. 

- Qatar Airways ha programmato alcuni voli commerciali speciali tra Kabul e Doha, il 23 maggio 2020, 30 maggio 2020, 6 giugno, 13 giugno, 20 giugno e 27 giugno 2020. Per informazioni aggiuntive e prenotazioni si invita a visitare il sito https://www.qatarairways.com/getyouhome .

Si invitano i connazionali presenti in Afghanistan a qualsiasi titolo a tenere costantemente aggiornata sui propri spostamenti l'Ambasciata d'Italia, che rimane a disposizione per qualsiasi necessità ai numeri di emergenza (+93 700288942 e +93 798 606065) e all'indirizzo e-mail connazionali.ambkabul@esteri.it).

Sul sito del MAECI, a questo link, costantemente aggiornato, è riportato il piu' aggiornato modulo per l'autocertificazione ed alcune informazioni di particolare utilità ai fini del rientro in Italia, che si ricapitolano di seguito. 

Quali regole valgono dal 1 luglio per gli spostamenti da e per l'estero?

Dal 1 luglio si ampliano ulteriormente le possibilità di spostamenti da e per l’estero. Queste sono le principali novità:

- continuano ad essere consentiti liberamente gli spostamenti da e per Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria), Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non UE parte dell’accordo di Schengen sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. Chi entra da questi Paesi non dovrà più giustificare le ragioni del viaggio e non è sottoposto all’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni all’ingresso in Italia;

- dal 1 luglio sono consentiti liberamente anche gli spostamenti da e per l’Italia dei residenti nei seguenti Paesi: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay. In questi casi non è più necessario giustificare le ragioni del viaggio;

- da e per i Paesi diversi da quelli elencati sopra, i viaggi potranno essere effettuati - oltre che per lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione – anche per motivi di studio;

- i cittadini UE, gli stranieri residenti in un Paese UE e i loro familiari (coniugi, uniti civilmente, partner convivente di fatto, figli a carico di età inferiore a 21 anni, ascendenti a carico) possono liberamente entrare nel territorio italiano, senza necessità di giustificare le ragioni del viaggio.

Per gli ingressi in Italia da Paesi diversi da Paesi dell’Unione europea, Paesi parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino o Stato della Città del Vaticano, resta l’obbligo di isolamento fiduciario, fatte salve alcune eccezioni (vedere faq 2 e 3).

Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?

Dipende dallo Stato di provenienza e dal momento di entrata in Italia. Chi entra o rientra a partire dal 3 giugno da uno Stato dell’Unione europea o da uno Stato parte dell’accordo di Schengen, dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, da Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino o Stato della Città del Vaticano non deve sottoporsi a isolamento fiduciario, purché non abbia soggiornato in un Paese diverso da questi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia. L’isolamento fiduciario a casa per 14 giorni resta obbligatorio per chi è entrato in Italia:

da un Paese diverso dai seguenti: Paesi dell’Unione europea, Paesi parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino o Stato della Città del Vaticano;da qualsiasi Paese estero (eccetto San Marino e Vaticano), se si è soggiornato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia in un Paese o territorio diverso dai seguenti: Paesi dell’Unione europea, Paesi parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino o Stato della Città del Vaticano.

Vi sono però eccezioni a queste regole (v. faq n. 3).

Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?

L’obbligo di isolamento fiduciario non si applica a:

equipaggio di mezzi di trasporto;personale viaggiante;chi entra per comprovati motivi di lavoro, se è cittadino o residente in uno dei seguenti Paesi: Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord);personale sanitario che entra in Italia per l’esercizio di professioni sanitarie;lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita per andare al lavoro e per tornare a casa;personale da imprese con sede principale o secondaria in Italia che rientra in Italia dopo spostamenti all’estero per lavoro di durata non superiore a 120 ore (5 giorni);movimenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano;funzionari e agenti dell’Unione europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati, personale militare nell’esercizio delle loro funzioni;alunni e studenti che frequentano corso di studi in Stato diverso da quello in cui abitano e rientrano a casa almeno una volta alla settimana;breve permanenza in Italia (fino a 120 ore totali) per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza;transito aeroportuale;transito di durata non superiore a 36 ore totali per raggiungere il proprio Paese di residenza (ad esempio entrata in Italia con un traghetto dalla Grecia per continuare in macchina fino alla propria abitazione in Germania).

Dal 3 giugno, oltre ai casi sopra elencati, l’obbligo di isolamento fiduciario non si applica più alle persone che entrano o rientrano in Italia dai seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Se nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia c’è stata una permanenza di qualsiasi durata in Paesi diversi da quelli sopra elencati, l’isolamento fiduciario sarà ugualmente necessario. Ad esempio, una persona che il 1 luglio entra in Italia in provenienza dalla Francia sarà sottoposta a isolamento fiduciario se è entrata in Francia dagli Stati Uniti il 20 giugno, ma non sarà sottoposta a isolamento se lo spostamento dagli Stati Uniti alla Francia è avvenuto entro il 10 giugno o se tra il 15 e il 30 giugno ha soggiornato in Germania.

E’ consentito il turismo da e per l’estero?

Dal 3 giugno le norme italiane consentono di spostarsi liberamente (quindi anche per turismo) da e per: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Gli spostamenti da e per Paesi diversi per motivi di turismo non sono invece consentiti fino al 30 giugno (vedere faq. n. 1). I cittadini italiani e gli stranieri residenti in Italia, prima di partire per un viaggio turistico all’estero, sono consigliati di verificare quali sono le regole stabilite nel Paese di destinazione e negli eventuali Paesi di transito.

Dal 1 luglio è inoltre sempre consentito l’ingresso in Italia:

- dei cittadini UE;

- degli stranieri residenti in un Paese UE;

- dei familiari dei cittadini UE e degli stranieri residenti in un Paese UE (per familiari si intendono: coniugi, uniti civilmente, partner convivente di fatto, figli a carico di età inferiore a 21 anni, ascendenti a carico);

- degli stranieri residenti in Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay.

Tuttavia, gli ingressi da Paesi diversi da Paesi UE, Paesi parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito, Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano comportano ancora l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni.

Quando inizia l’isolamento fiduciario dopo l’ingresso in Italia, nei casi in cui resta obbligatorio?

Di regola, immediatamente dopo l’ingresso in Italia. È consentito solo fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico diversi da quello utilizzato per entrare in Italia (ad esempio, all’arrivo a Fiumicino con l’aereo non si può prendere il treno per recarsi in centro a Roma o in qualsiasi altra destinazione). È consentito il transito aeroportuale: chi entra in Italia per via aerea in Italia può prendere, senza uscire dall’aeroporto, un altro aereo per qualsiasi destinazione nazionale o internazionale. E’ consentito il noleggio di autovetture e l’utilizzo di taxi o il noleggio con conducente. Inoltre chi entra o rientra in Italia dall’estero per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza può rinviare fino a 120 ore l’inizio dell’isolamento fiduciario. Il rinvio deve essere motivato dalle esigenze che hanno giustificato l’ingresso in Italia. Per i casi di esenzione dall’obbligo di isolamento fiduciario vedere la faq n.3.

Sono una persona residente all'estero, per raggiungere il Paese in cui vivo abitualmente devo passare per l'Italia. Come mi devo comportare?

Il transito attraverso l'Italia da un Paese estero ad un altro Paese estero, finalizzato a raggiungere - il più rapidamente possibile e senza soste intermedie non strettamente necessarie - la propria abitazione, è consentito. Ad esempio:

è consentito il transito aeroportuale (ad esempio viaggio da Caracas a Francoforte con scalo a Fiumicino), purché non si esca dall'area aeroportuale;è consentito ai croceristi che sbarcano in Italia per fine crociera di tornare nel proprio Paese (con spese a carico dell'armatore);è consentito imbarcare il proprio mezzo privato su un traghetto (ad esempio dalla Tunisia o dalla Grecia per l'Italia) e proseguire verso la propria abitazione sullo stesso mezzo privato (ad esempio in Olanda o in Germania). In questo caso la permanenza in Italia non deve superare le 36 ore.

All'imbarco su aereo/nave diretti in Italia è necessario compilare l'autodichiarazione indicando chiaramente che si tratta di un transito per raggiungere la propria abitazione sita in un Paese diverso dall'Italia. Se insorgono sintomi di Covid-19, è necessario avvisare immediatamente l'autorità sanitaria competente per territorio tramite il numero di telefono appositamente dedicato ed attendere istruzioni. È inoltre importante che, prima di intraprendere il viaggio, ci si informi sulle restrizioni agli spostamenti introdotte non solo dall'Italia, ma anche dagli altri Paesi di inizio, di transito e di destinazione. Durante il transito per l'Italia si raccomanda inoltre di mantenersi in contatto con la rappresentanza diplomatica del proprio Paese competente per l'Italia. Dal 3 giugno, possono liberamente transitare le persone che entrano o rientrano in Italia dai seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Se nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia c’è stata una permanenza di qualsiasi durata in Paesi diversi da quelli sopra elencati, il transito resta regolato dalle regole sopra indicate.

Sono in rientro con un volo proveniente dall'estero. Posso prendere un altro volo per altra destinazione nazionale o internazionale?

Sì, il transito in aeroporto è consentito. Non è però possibile uscire dall'area aeroportuale, se si proviene da un Paese diverso dai seguenti: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Non possono uscire dall’area aeroportuale anche coloro che provengono da uno di questi Paesi, ma hanno soggiornato in un Paese diverso nei 14 giorni anteriori

Sono un cittadino straniero o un italiano residente all’estero e mi trovo attualmente in Italia, posso fare rientro nel Paese dove vivo?

Sì, il rientro nel proprio domicilio abitazione o residenza è sempre consentito. Si raccomanda di verificare prima della partenza le misure previste nel Paese di destinazione per contrastare la diffusione del virus. I cittadini stranieri sono consigliati inoltre di prendere contatto con l'ambasciata del proprio Paese in Italia.

Sono in rientro dall'estero. Posso chiedere ad una persona di venirmi a prendere in macchina all'aeroporto, alla stazione ferroviaria o al porto di arrivo?

Sì, ma è consentito ad una sola persona convivente o coabitante nello stesso domicilio del trasportato, possibilmente munita di dispositivo di protezione. E’ tuttavia necessario verificare prima della partenza eventuali limitazioni previste per l’area del territorio nazionale di destinazione. Salvi i casi di esenzione (vedere faq n. 3), resta fermo l'obbligo di comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione, per la sottoposizione a sorveglianza sanitaria e a isolamento fiduciario, nonché l'obbligo di segnalare con tempestività l'eventuale insorgenza di sintomi da COVID-19 all'autorità sanitaria.


Luogo:

Kabul

Autore:

Ambasciata d'Italia

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