{"id":43,"date":"2023-04-11T18:10:30","date_gmt":"2023-04-11T16:10:30","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasciatapraga.esteri.it\/?page_id=43"},"modified":"2025-11-30T19:09:05","modified_gmt":"2025-11-30T14:39:05","slug":"diplomazia-economica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/italia-e-afghanistan\/diplomazia-economica\/","title":{"rendered":"Quadro economico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro economico dell\u2019Afghanistan continua ad essere particolarmente complesso. La Banca Mondiale e le agenzie ONU concordano sul fatto che, con la fine della Repubblica islamica e l\u2019insediamento del governo dei talebani, si sia verificato un sensibile peggioramento dell\u2019economia afgana. Diversi fattori endogeni ed esogeni contribuiscono a mantenere una larga parte della popolazione in condizioni di povert\u00e0, soprattutto nelle aree rurali, scoraggiando gli investimenti e ostacolando la ripresa del settore privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo un recente rapporto della Banca Mondiale, l\u2019insediamento del Governo de facto talebano ha provocato il collasso dell\u2019economia afgana, che \u00e8 crollata del 20,7% nel 2021, e che ha perso un ulteriore 6% nel 2022, per restare sostanzialmente stagnante nel 2023, e nella prima met\u00e0 del 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Afghanistan figura tra le ultime posizioni mondiali in termini di PIL pro capite, e la met\u00e0 della popolazione \u00e8 al di sotto della soglia di poverta\u2019 (fonte OCHA).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte delle transazioni avviene in contanti e sui canali informali. Il settore bancario in Afghanistan \u00e8 storicamente debole: gi\u00e0 prima dell\u2019ultima crisi, le banche venivano utilizzate solo per trasferire i soldi dall\u2019estero, e per pagare gli stipendi pubblici, in un sistema economico basato sul contante. Oggi le transazioni con l\u2019estero avvengono principalmente attraverso agenti, spesso basati a Dubai, e le commissioni si aggirano attorno al 5%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il blocco del sistema bancario, la fuga di molti imprenditori afgani e il depauperamento delle <em>expertise<\/em>, ha causato una paralisi nella costruzione delle infrastrutture nazionali. L\u2019incertezza del quadro giuridico ha impedito il completamento delle opere gi\u00e0 iniziate e l\u2019avvio di nuovi progetti infrastrutturali. Il rischio reputazionale, inoltre, continua a dissuadere una larga parte dei potenziali investitori dall\u2019entrare in Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione negli ultimi tempi ha mostrato timidi segnali di ripresa. I controlli valutari e le iniezioni di valuta da parte delle Nazioni Unite (per il pagamento di stipendi e attivit\u00e0 umanitarie) hanno stabilizzato il tasso di cambio; la Banca centrale ha ripreso a giugno scorso a stampare moneta, permettendo la raccolta delle banconote danneggiate in circolazione; alcune banche nel Golfo, in Turchia, Pakistan e Cina opererebbero con le banche afgane sul sistema SWIFT; le commissioni sui trasferimenti verso l\u2019Afghanistan si sarebbero ridotte, sebbene il ricorso a tale strumento sia scarso, per il rischio reputazionale percepito da istituti bancari ed operatori economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima met\u00e0 del 2024 si conferma una moderata contrazione dei prezzi, dopo la deflazione registrata nel 2023, e il simultaneo aumento del deficit commerciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel quadro delle recenti tensioni tra Afghanistan e Pakistan, Islamabad avrebbe da ultimo deciso di vietare il transito di alcune tipologie di prodotti, imporre un dazio sulle merci destinate in Afghanistan, e chiedere un deposito di garanzia. Le tensioni politiche e tariffarie con il Pakistan hanno portato a una riduzione dell\u2019interscambio con quel Paese; l\u2019Iran \u00e8 cos\u00ec diventato il maggiore fornitore dell\u2019Afghanistan, grazie alla sottoscrizione di accordi commerciali ed economici bilaterali. Vi sono segnali di ritrovata vitalit\u00e0 nel commercio con l\u2019Asia centrale, grazie alla ripresa del traffico su rotaia da Mazar-i-Sharif verso l\u2019Uzbekistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il settore minerario rimane in un limbo: se da un lato vi \u00e8 un diffuso interesse per i ricchi giacimenti afgani, in particolare per quanto riguarda il litio, la cromite e le terre rare, ma anche l\u2019oro, lo zinco, altri metalli e pietre preziose, dall\u2019altro lato, il costo delle prospezioni, l\u2019assenza delle infrastrutture di trasporto, e la disponbilit\u00e0 di giacimenti in altri Paesi meno rischiosi, contribuiscono a scoraggiare gli investimenti da parte delle poche imprese autorizzate a investire nello sfruttamento delle miniere afgane. A partire dal 2023, le autorit\u00e0 de facto hanno annunciato la sigla di intese per lo sfruttamento da parte di imprese cinesi, iraniane, turche, e uzbeke, ma le estrazioni effettive rimangono esigue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si segnalano sporadici segnali di attenzione da parte di Paesi e imprenditori stranieri. A settembre 2023, una delegazione di operatori economici della Camera di Commercio Afgano-Americana si \u00e8 recata a Kabul, ove ha avuto incontri con il vice Primo Ministro de facto Baradar, e con i Ministri dei dicasteri economici. Ad agosto 2024, il Primo Ministro dell\u2019Uzbekistan Aripov si \u00e8 recato in visita a Kabul, per siglare una serie di accordi economici e commerciali, anche in campo minerario. Occorrer\u00e0 inoltre verificare se sar\u00e0 effettivamente avviato il cantiere, come annunciato dai talebani, per realizzare il tratto afgano del TAPI, vecchio progetto per un gasdotto tra il Turkmenistan e il subcontinente indiano. Parimenti interessanti sono i contatti tecnici avviati con l\u2019Uzbekistan per realizzare una ferrovia transafgana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019importanza del settore privato, quale volano per la crescita e la creazione di posti di lavoro, \u00e8 stata sottolineata dall\u2019<em>Independent Assessment<\/em> presentato dal Coordinatore Speciale ONU per l\u2019Afghanistan al Consiglio di Sicurezza (dicembre 2023), noto come \u201cRapporto Sinirlioglu\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Il rilancio del settore privato \u00e8 inoltre stato, insieme alla lotta al narcotraffico, oggetto di una discussione dedicata, nel quadro della Terza Conferenza di Doha sull\u2019Afghanistan, svoltasi lo scorso 30 giugno-1 luglio, sotto egida ONU. Alla riunione, presieduta dalla USG Rosemary DiCarlo e alla quale hanno partecipato per la prima volta esponenti delle autorit\u00e0 de facto, si \u00e8 preso atto dell\u2019interesse comune della comunit\u00e0 internazionale e delle autorit\u00e0 de facto a stabilire dei gruppi di lavoro per rilanciare il settore privato e consolidare i risultati ottenuti nel contrasto al narcotraffico. La prima riunione del gruppo di lavoro sul settore privato si \u00e8 tenuta in formato virtuale il 13 febbraio 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei temi maggiormente delicati \u00e8 legato ai fondi dello Stato afgano congelati negli USA, alla luce delle sanzioni in vigore contro i talebani. Tali fondi, che oggi ammontano a 3,8 miliardi USD, sono depositati presso un <em>trust fund<\/em> istituito in Svizzera, in attuazione di un ordine esecutivo del Tesoro USA. Secondo l\u2019art. 4 dello Statuto del <em>Fund for the Afghan People<\/em>, tali fondi potrebbero essere utilizzati per impieghi \u201ca beneficio del popolo afgano\u201d, ivi inclusa la stabilizzazione del tasso di cambio, il controllo dell\u2019inflazione, la liquidit\u00e0 del settore bancario, il servizio del debito pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione economica dell\u2019Afghanistan oggi continua ad essere incerta, anche alla luce dell\u2019elevato rischio Paese; va comunque monitorata nel medio termine l\u2019evoluzione del contesto politico, di sicurezza, ed economico, incluse le possibili manifestazioni di interesse degli attori economici stranieri e gli sviluppi del settore privato afgano, vista la rilevanza dell\u2019Afghanistan in termini di posizionamento geostrategico, ricchezze minerarie,\u00a0 produzioni agricole e andamento demografico (42 milioni di abitanti, con un tasso di crescita poco inferiore al 3%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per notizie sull&#8217;economia afgana, consultare la pagina dedicata dell&#8217;Ufficio ICE di Doha, che da gennaio 2025 ha assunto la competenza anche per l&#8217;Afghanistan <a href=\"https:\/\/www.ice.it\/it\/mercati\/afghanistan\">https:\/\/www.ice.it\/it\/mercati\/afghanistan<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> \u201cThe private sector, now the main driver of growth and employment opportunities, continues to face challenges related to international payments and market access while confronting a depressed domestic demand. The United Nations stands ready to play a constructive role in promoting private sector development, including through initiatives such as revitalizing the microfinancing sector, which can also help empower Afghan women, absorb the growing labour force and fight poverty\u201d, cfr. para. 77 of the independent assessment on \u201cthe situation in Afghanistan and its implications for international peace and security\u201d, 1 December 2023.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il quadro economico dell\u2019Afghanistan continua ad essere particolarmente complesso. La Banca Mondiale e le agenzie ONU concordano sul fatto che, con la fine della Repubblica islamica e l\u2019insediamento del governo dei talebani, si sia verificato un sensibile peggioramento dell\u2019economia afgana. 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