{"id":98,"date":"2023-04-11T18:24:28","date_gmt":"2023-04-11T16:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasciatapraga.esteri.it\/?page_id=98"},"modified":"2025-04-27T17:43:09","modified_gmt":"2025-04-27T13:13:09","slug":"missioni-archeologiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/italia-e-afghanistan\/diplomazia-culturale\/missioni-archeologiche\/","title":{"rendered":"Missioni archeologiche"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Missione Archeologica Italiana in Afghanistan (MAIA)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Missione Archeologica Italiana in Afghanistan (MAIA) nasce nel 1957 nel quadro di un pi\u00f9 ampio progetto di studi lanciato da Giuseppe Tucci, allora Presidente dell&#8217;IsMEO (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente) di Roma, il cui obiettivo era l\u2019esplorazione delle diverse culture della macroregione \u201cEurasia\u201d in una prospettiva al tempo stesso differenziata e integrata. Come base operativa, con l\u2019accordo delle autorit\u00e0 locali, la MAIA scelse la regione di Ghazni, antica capitale dell\u2019Impero degli Yaminidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione strategica di questa regione rispetto all\u2019antica \u201cStrada meridionale\u201d che collegava l&#8217;Iran occidentale all&#8217;India, cos\u00ec come lo splendore celebrato dalle fonti islamiche, promettevano fruttuose ricerche archeologiche. I risultati delle attivit\u00e0, fin dall&#8217;inizio, diedero ragione a questa intuizione. Tuttavia, la magnificenza della Ghazni islamica, che ora trovava finalmente un riscontro archeologico, era a sua volta indizio di un passato pre-islamico altrettanto importante. Gi\u00e0 nel primo rapporto sulle campagne di scavo 1957-1958, si segnalava il potenziale interesse della collina di Tapa Sardar, dove i primi sondaggi rivelarono infatti l\u2019esistenza di un\u2019area sacra buddhista, che, come sarebbe stato acclarato dal prosieguo degli scavi, fu uno dei pi\u00f9 importanti e longevi dell\u2019Afghanistan. Fin dal suo esordio, quindi, grazie non solo a fortunate coincidenze, ma anche ad una propensione verso l\u2019archeologia territoriale e alle traiettorie intrecciate della storia culturale, la MAIA si \u00e8 caratterizzata per la cura specialistica dei singoli campi di indagine e per l\u2019ampiezza degli orizzonti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;occupazione sovietica nel 1979 e i conflitti che ne seguirono segnarono una lunga interruzione dei lavori sul campo. Alla fine del 2002 la MAIA rientra finalmente a Ghazni, tuttavia, il progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza nell\u2019area di nuovo impone la sospensione del lavoro sul campo nel 2005. Con l\u2019eccezione di attivit\u00e0 di manutenzione e dell\u2019allestimento di un piccolo museo temporaneo, voluto dal locale Governatorato per celebrare l\u2019evento \u201cGhazni capitale della cultura islamica 2013\u201d, le attivit\u00e0 si spostano nella regione di Kabul, per sostenere gli scavi di emergenza condotti dall&#8217;Archaeology Institute of Afghanistan in siti buddhisti a rischio, in particolare Tepe Narenj e Qol-e Tut; grazie anche alla liberalit\u00e0 dell\u2019Archaeology Institute of Afghanistan e della D\u00e9l\u00e9gation Arch\u00e9ologique Fran\u00e7aise en Afghanistan (DAFA), la MAIA ha avuto accesso anche al sito di\u00a0 Mes Aynak e alla sua documentazione. Questa partecipazione non \u00e8 stata di carattere puramente tecnico, ma ha prodotto studi importanti sui singoli siti e, in generale, un avanzamento notevole delle conoscenze sulla storia e sul patrimonio culturale dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La MAIA \u00e8 attualmente gestita dall&#8217;ISMEO (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l&#8217;Oriente), erede scientifico dell\u2019IsMEO, di cui riprende l&#8217;acronimo. Ci\u00f2 ha permesso, anche negli anni di forzata discontinuit\u00e0, di non disperdere il patrimonio documentario e le conoscenze e ha consentito di far progredire costantemente gli studi teorici, grazie anche all\u2019adozione di strategie flessibili di attivit\u00e0 da remoto. Questi progressi si riflettono nell&#8217;elevato numero di pubblicazioni di carattere sia scientifico sia divulgativo e nei programmi di educazione gratuita a distanza, in particolare attraverso la digitalizzazione e condivisione in open access dei vecchi archivi cartacei (<a href=\"https:\/\/ghazni.bdus.cloud\/\">Buddhist and Islamic Archaeological Data from Ghazni, Afghanistan.A multidisciplinary digital archive for the managing and preservation of an endangered cultural heritage )<\/a>\u00a0, le restituzioni grafiche di singoli monumenti e complessi architettonici e la produzione di video animati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La MAIA \u00e8 sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Missione Archeologica Italiana in Afghanistan (MAIA) La Missione Archeologica Italiana in Afghanistan (MAIA) nasce nel 1957 nel quadro di un pi\u00f9 ampio progetto di studi lanciato da Giuseppe Tucci, allora Presidente dell&#8217;IsMEO (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente) di Roma, il cui obiettivo era l\u2019esplorazione delle diverse culture della macroregione \u201cEurasia\u201d in una [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":1034,"parent":1220,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-98","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/98","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/98\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1438,"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/98\/revisions\/1438"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1220"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1034"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambkabul.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}