Il quadro economico dell’Afghanistan continua ad essere particolarmente complesso. La Banca Mondiale e le agenzie ONU concordano sul fatto che, con la fine della Repubblica islamica e l’insediamento del governo dei talebani, si sia verificato un sensibile peggioramento dell’economia afgana. Diversi fattori endogeni ed esogeni contribuiscono a mantenere una larga parte della popolazione in condizioni di povertà, soprattutto nelle aree rurali, scoraggiando gli investimenti e ostacolando la ripresa del settore privato, l’importanza del quale, come volano per la crescita e la creazione di posti di lavoro, è stata sottolineata dall’Independent Assessment presentato dal Coordinatore Speciale ONU per l’Afghanistan al Consiglio di Sicurezza (dicembre 2023), noto come “Rapporto Sinirlioglu”[1].
Il rilancio del settore privato è inoltre stato, insieme alla lotta al narcotraffico, oggetto di una discussione dedicata, nel quadro della Terza Conferenza di Doha sull’Afghanistan, svoltasi il 30 giugno-1 luglio 2024, sotto egida ONU. Alla riunione, presieduta dalla USG Rosemary DiCarlo e alla quale hanno partecipato per la prima volta esponenti delle autorità de facto, si è preso atto dell’interesse comune della comunità internazionale e delle adf a stabilire dei gruppi di lavoro per rilanciare il settore privato e consolidare i risultati ottenuti nel contrasto al narcotraffico, che si sono riuniti nel 2025 e nel 2026.
Uno dei temi maggiormente delicati è legato ai fondi dello Stato afgano congelati negli USA, alla luce delle sanzioni in vigore contro i talebani. Tali fondi, che oggi ammontano a 3,8 miliardi USD, sono depositati presso un trust fund istituito in Svizzera, in attuazione di un ordine esecutivo del Tesoro USA. Secondo l’art. 4 dello Statuto del Fund for the Afghan People, tali fondi potrebbero essere utilizzati per impieghi “a beneficio del popolo afgano”, ivi inclusa la stabilizzazione del tasso di cambio, il controllo dell’inflazione, la liquidità del settore bancario, il servizio del debito pubblico.
La situazione economica dell’Afghanistan oggi continua ad essere incerta, anche alla luce dell’elevato rischio Paese; va comunque monitorata nel medio termine l’evoluzione del contesto politico, di sicurezza ed economico, incluse le possibili manifestazioni di interesse degli attori economici stranieri soprattutto a livello regionale, vista la rilevanza dell’Afghanistan in termini di posizionamento geostrategico, ricchezze minerarie, produzioni agricole e andamento demografico (49 milioni di abitanti, con un tasso di crescita poco inferiore al 3%).
Per notizie sull’economia afgana, consultare la pagina dedicata dell’Ufficio ICE di Doha, che da gennaio 2025 ha assunto la competenza anche per l’Afghanistan https://www.ice.it/it/mercati/afghanistan.
[1] “The private sector, now the main driver of growth and employment opportunities, continues to face challenges related to international payments and market access while confronting a depressed domestic demand. The United Nations stands ready to play a constructive role in promoting private sector development, including through initiatives such as revitalizing the microfinancing sector, which can also help empower Afghan women, absorb the growing labour force and fight poverty”, cfr. para. 77 of the independent assessment on “the situation in Afghanistan and its implications for international peace and security”, 1 December 2023.